Prima Serata Rai:
Rai 1: Coppa Italia: Semifinale Andata - Inter - Lazio
Rai 2: Voyager: Ai Confini Della Conoscenza
Rai 3: La Nuova Squadra - 1^ Tv
Prima Serata Mediaset:
Rete 4: True Lies
Canale 5: Amici - 11^ & Ultima Puntata
Italia 1: C.S.I.: Scena Del Crimine - 1^ Tv 7^ Serie
Seconda Serata
Su Rai 2 alle 23:25 “La Storia Siamo Noi“. Su Italia 1 alle 24:00 “24” in 1^ Tv 6^ Serie. Su Rai 3 alle 23:30 “In Justice” in 1^ Tv 1^ Serie. Su Rete 4 alle 24:00 “Full Metal Jacket“.
Amici
Hanno studiato, provato, litigato, si sono emozionati. Dopo tanti mesi insieme, Marco, Roberta, Pasqualino e Francesco si sfideranno per il titolo di vincitore dell’edizione 2007-08 di Amici. Al timone dello show: Maria De Filippi.
Voyager: Ai Confini Della Conoscenza - Frankenstein, una storia vera?
E se Frankenstein non fosse solo un romanzo ma una storia vera? Se Mary Shelley non avesse solo raccontato una vicenda di fantasia ma si fosse ispirata ad un fatto realmente accaduto? Roberto Giacobbo e la troupe di Voyager hanno scoperto in Germania il castello della famiglia Frankenstein, lo stesso dove soggiornò la Shelley, e dove un occulto alchimista tedesco realizzava esperimenti su cadaveri. Radu Florescu, docente del Boston Institute, in una intervista esclusiva, racconta la storia nascosta e i particolari inquietanti, legati a mito di Frankenstein.
Ma non è tutto: Voyager indaga anche sui temi legati all’evoluzione dell’uomo. Da dove arriva la Specie Umana? Quali sono le sue vere origini? Ricercatori ed esperti di tutto il mondo hanno ottenuto spesso risultati contraddittori. La storia ci insegna che lo sviluppo della civiltà è avvenuto attraverso grandi “salti” di conoscenza. Si tratta di fenomeni sempre casuali o a volte potrebbero essere stati provocati da impulsi esterni? E’ possibile che una mano sapiente e antichissima abbia guidato l’essere umano sin dalle sue origini?
E ci sono alcune insolite teorie che puntano il dito verso il cielo. Perchè esistono indizi che sembrano suggerire un’ipotesi fantastica… un’ipotesi proveniente dallo spazio più profondo.
Il Santo Graal, la Sindone, la lancia che ferì Gesu: sono gli oggetti sacri divenuti di culto, degli ultimi istanti di vita di Cristo. Dove sono finiti? Sono giunti fino a noi? E chi li avrebbe custoditi? Voyager è andato a caccia di reliquie per conoscerne il passato e verificarne l’attendibilità.
DOLCE JANE
Mentre Grissom (William Petersen) è lontano, il team fa la conoscenza del suo sostituto: Michael Keppler (Liev Schreiber). La squadra indaga sulla morte di una ragazza uccisa forse da un serial killer che sta compiendo i suoi orribili delitti sin dagli Anni Settanta.
ETROM (MORTE)
L’omicidio di un assessore impegnato nella lotta al traffico di droga impegna il team della Scientifica. Keppler (Liev Schreiber) chiede a Catherine (Marg Helgenberger) di effettuare gli esami sulle prove in maniera diversa rispetto a quella utilizzata fino a quel momento…
MERCATO DELLA CARNE
Nick (George Eads) e Keppler (Liev Schreiber) indagano sul traffico illegale di parti umane quando viene rinvenuto il cadavere bruciato di una persona alla quale sono stati rimossi i principali organi. Il resto della squadra si occupa del caso della morte di una donna facoltosa, uccisa dentro la sua abitazione.
La Nuova Squadra - Sesta puntata
In onda mercoledì 16 aprile 2008 alle 21.05 su Rai Tre
Primo episodio
Chi sbaglia paga
Mentre in commissariato si svolge un’indagine interna, voluta dalla Ricci, sulla fuga di notizie che ha messo a rischio la vita di un bambino rapito, Sergio riceve una telefonata dal collega Alberto Lenzi: Elisa Scotto, l’ex prostituta che il falco ha aiutato ad uscire dal giro, è in fin di vita in una camera d’albergo. Vitale scopre che la ragazza ha preso parte a festino a base di sesso e droga e decide di infiltrare Vicky nel locale dove la giovane lavora come ballerina per scoprire chi era con lei.
Il proprietario di un’azienda agricola è stato ucciso a colpi di bastone. La moglie e il fratello lo dipingono come un uomo esemplare. Inizialmente i nostri pensano che si tratti di una ritorsione camorristica, ma cambiano idea quando un testimone rivela loro di aver visto un uomo di colore entrare nell’ufficio della vittima all’ora del delitto…
Secondo episodio
È la paura che ci tiene insieme
Il braccio destro del boss Bruno Sannino, che ha rivelato a Vitale il rifugio del camorrista consentendone la cattura, viene torturato ed ucciso. I nostri sono convinti che gli assassini cercavano da lui informazioni su Isabella Iovine, compagna di Sannino. La Ricci vorrebbe proteggere la ragazza che, però, sembra essere sparita nel nulla.
Sorrentino, che ha una relazione clandestina con Isabella e condivide con lei un torbido segreto, partecipa insieme ai colleghi alle ricerche della donna. Ma il giovane ispettore rischia di essere scoperto: ha lasciato alcuni oggetti personali nella camera della pensione in cui alloggiava la Iovine. Decide così di approfittare delle indagini per recuperarli, rischiando di essere riconosciuto dal personale della pensione…
True lies
Arnold Schwarzenegger è Harry, una spia che è riuscita a mantenere il segreto sulla sua professione persino con la sua famiglia.
Per la moglie Helen (Jamie Lee Curtis) e la figlia Dana, Harry è un noioso venditore di computer, ma nella realtà l’uomo è un agente segreto che lavora per la sicurezza degli Stati Uniti d’America.
Durante le indagini per fermare un gruppo di terroristi in possesso di una testata nucleare, Harry scopre che la moglie, stanca della solita routine, inizia a provare interesse per un altro uomo.
Per Harry si prospetta un periodo di super lavoro: nel tentativo di riconquistare il cuore di Helen la coinvolgerà nella missione anti terrorismo…
Diretta da James Cameron nel 1994, True Lies è una divertente commedia che si prende gioco dei film di spionaggio di James Bond.
La Storia Siamo Noi - La Storia siamo noi: In viaggio con Verdone
In onda mercoledì 16 aprile 2008 alle 23.30A La Storia Siamo Noi un ritratto ironico e affettuoso di Carlo Verdone.
La storia di trent’anni di carriera culminati nel David di Donatello: Carlo Verdone:
Dunque, la storia di trent’anni di carriera raccontati dagli amici, i colleghi, i collaboratori di sempre: Claudia Gerini: “Carlo è un grande, ha un serbatoio di storie da raccontare infinito”; Pasquale Plastino, sceneggiatore: “è un comico realista”; Francesca Marciano, sceneggiatrice: “Carlo prende due o tre dettagli che poi prendono vita, come una marionetta, e si trasformano in qualche altra cosa. Lui capta le piccole cose”; il figlio Paolo: “lui è un maestro nel capire la psicologia del personaggio che poi imita, lo guarda dentro ancor prima di guardare i gesti”. Personaggi, tic, manie, caratteri rubati dalla strada, da uno spirito di osservazione a cui non sfugge niente e che sa trasformare tutto in commedia. E poi l’incontro da ragazzini con Christian De Sica: “ero stato bocciato ed ero capitato in classe con Carlo. Ero il figlio di De Sica e non ero guardato bene - ma chi è questo, si dà le arie - e ho capito che Carlo in classe era il numero uno e io, per accattivarmi le simpatie della classe, ho comprato Carlo con le versioni di greco - se tu ti metti al banco con me io ti do tutte le versioni di greco - e lui schifosamente ha accettato”.
Il passo verso il palcoscenico è breve e inevitabile. è il 1977. Christian De Sica: “lo presentai ad un teatrino di Roma, l’Alberico, dove lavorava mio cognato” Il suo primo spettacolo è “Tali e Quali”. Un debutto che non passa inosservato, e che lascia il segno: Carlo Verdone: “dopo tre sere che venivano parenti e amici, la quarta sera non arrivò nessuno a teatro e chiudemmo le luci e ci dicemmo - è andata così pero ci siamo divertiti - quando un signor si avvicinò e disse che era venuto a vedere Verdone. E feci lo spettacolo solo per lui. Alla fine si sentì un applauso. Il giorno dopo mi chiamano e m dicono - hai letto Paese Sera? - Insomma Franco Cordelli, quello venuto la sera prima, era il critico di Paese Sera che scrisse - è nato un nuovo Fregoli”. Subito dopo arrivò la trasmissione di Enzo Trapani, Non Stop. E per il debutto cinematografico di Carlo Verdone, c’è un padrino d’eccezione: Sergio Leone che gli chiese di fare un soggetto ma per due volte non andò bene. Alla fine nacque Un Sacco Bello: Carlo Verdone: “mi ha requisito per 8 mesi a casa sua e mi ha insegnato tutto. Un uomo severo e pieno di sarcasmo, dalla battuta tagliente a volte feroce. Mi ha insegnato il rapporto psicologico che il regista deve avere con la troupe - diceva i dubbi fatteli venire prima e non dopo, sennò dopo ti rompono il culo” . E dopo il primo successo segue un altro: Bianco Rosso e Verdone che consacra definitivamente il talento e la versatilità di Carlo. Sono due film che catturano il cuore del pubblico, anche grazie a decine di battute memorabili, che entrano subito nel gergo dei ragazzi. Ma nel cuore di questo successo rimane Trastevere e Ponte Sisto, una romanità che sa farsi universale nel racconto dei tipi e dei personaggi: Carlo Verdone: “Voglio bene a quei personaggi, nessuno però mi appartiene anche se la loro anima sta dentro di me, l’ho catturata in pieno. Sono personaggi, alla fine, molto soli e fanno ridere per come hanno il loro percorso di pensiero” Ma come nascono questi personaggi? Pasquale Plastino, sceneggiatore: “se lui fosse appieno dentro questa romanità non riuscirebbe ad essere così creativo. Lui riesce a capire che stando al di fuori della romanità e guardandola riesce a renderla molto meglio”. E a Carlo si deve la valorizzazione di personaggi quali la Sora Lella e Mario Brega: Carlo Verdone “sono gli ultimi caratteristi che il cinema in quel momento poteva dare. E averli conosciuti mi è servito tanto. Mi hanno dato quella filosofia, saggezza, sbragoneria romana”.
E Roma in Verdone è sempre presente anche quando incontra l’ottavo re di Roma: Alberto Sordi: Luca Verdone, fratello: ‘tutti e due guardano ai difetti degli italiani: Sordi rappresenta i difetti degli italiani quasi con aggressività. Carlo, in certi momenti è aggressivo, ma in altri ha delle sfumature più malinconiche che Sordi nella maggior parte dei film non ha”; Carlo Verdone: “Mi fa effetto aver lavorato con sordi quando vedo in televisione un attore straordinario, nei sui film in bianco e nero, con i suoi tempi recitatavi all’avanguardia per quei tempi - ed aggiunge - Io amo uscire presto la mattina e fermarmi a parlare con il giornalaio, il farmacista, il macellaio. Sordi non era così , nel privato era molto austero”
Ma ora, per Carlo Verdone, c’è la prova più importante, la prima vera prova d’autore. E’ il 1982, il film è Borotalco. Carlo Verdone: “se sono qua lo dobbiamo a Borotalco. Se non avessi saputo reggere un film interpretando un personaggio unico non caratterizzato”. E da lì in poi ecco “Compagni di scuola”, “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”, “Troppo forte”, “Acqua e sapone”, “Perdiamoci di vista”, “L’amore è eterno finche dura”.
Ma come nascono tutte queste storie? Francesca Marciano, sceneggiatrice: “il lavoro si fa a casa sua, stessa ora dopo pranzo con la cerimonia del caffè e la sua voce stanca che ti dice volete un caffè?”; Carlo Verdone: “devo amare il personaggio, sentirmici bene dentro, credibile e trovare in genere un personaggio femminile che sia contrapposto a me”. Carlo Verdone si rivelerà anche uno straordinario scopritore di talenti femminili e di attrici: Claudia Gerini: “conoscevo talmente bene tutti i suoi lavori e quando ho iniziato a recitare mi è sembrato di conoscerlo da tutta una vita”
Ed ecco Viaggi di nozze. Ma accanto ai caratteri, e ai personaggi femminili, un’altra grande protagonista del cinema di Verdone è la musica. Per lui, è una passione nata prestissimo, coltivata suonando la batteria e presente in ogni momento della sua vita. Francesca Marciano, sceneggiatrice: “casa di Carlo è piena di foto di lui abbracciato a Sting e ad altri noti musicisti. è capace di chiamarti la mattina alle otto per dirti ho una nuova foto. è come se lui fosse un pò groupies dei suoi gruppi, è adorante”. Ma come i suoi personaggi più celebri, anche l’uomo Verdone non è immune da tic e nevrosi che lo hanno portato a diventare esperto in Medicina. Gerini: “chiamo lui quando mia figlia sta male. Se gli dai due o tre sintomi lui ti becca la diagnosi”. Carlo Verdone: “la sera arrivano varie telefonate. Dico le cure e dopo scopro che sono le stesse che danno i medici. Anzi per dire la verità una volta un medico mi ha pure copiato”.
24 - DALLE 16:00 ALLE 17:00
Jack (Kiefer Sutherland), autorizzato dal Presidente, segue la pista di Logan (Gregory Itzin) per arrivare a Gredenko (Rade Serbedzija), mentre Reed (Chad Lowe) porta a termine il suo criminoso proposito di eliminare Wayne, facendo ricadere la colpa su Assad (Alexander Siddig). Nadia (Marisol Nichols) fa di tutto perché Morris (Carlo Rota) venga allontanato dalla sua postazione e quando Jack, accompagnato da Logan, sta per recarsi al Consolato russo, esplode la bomba micidiale inserita da Reed durante le prove di registrazione della dichiarazione di Assad.
In Justice - Innamorati
La squadra del National Justice Project trova un nastro con la confessione di un attentato dinamitardo. Sonya Quintano (Marisol Nichols) e i colleghi puntano i sospetti su una coppia condannata per un reato simile.
Full Metal Jacket
Sta tutta nello stemma della pace e nella scritta Nato per uccidere sull’elmetto di Joker (Matthew Modine) il pensiero di Stanley Kubrik sulla guerra nel suo Full Metal Jacket. La schizofrenia assoluta della caserma, l’orrore del conflitto e l’impossibilità di evitarlo sono infatti i temi della pellicola interpretata da Adam Baldwin, Kevin Major Howard, John Terry, Vincent D’Onofrio e Lee Ermey.
Il film inizia con il duro addestramento di un gruppo di marines in una caserma americana. Qui l’attenzione del regista si concentra soprattutto sul rapporto tra “Palla di Lardo” e il suo aguzzino, il maggiore istruttore. Nella seconda parte di Full Metal Jacket il plotone parte per il Vietnam dove sarà impegnato in un unico e difficile combattimento al termine del quale scoprirà che il nemico non è un esercito, ma una sola ragazza.
Il film uscito nelle sale nel 1987 è stato girato interamente nei dintorni di Londra: il grande maestro del cinema infatti non amava viaggiare…
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