Prima Serata Rai:
Rai 1: Medicina Generale - 1^ Tv
Rai 2: Scommettiamo Che…? - 2^ Puntata
Rai 3: La Nuova Squadra - 1^ Tv
Prima Serata Mediaset:
Rete 4: Stranamore - 8^ Puntata
Canale 5: Prime - 1^ Tv I Liceali - 1^ Tv - Nuova Serie
Italia 1: Il Tesoro Dell’ Amazzonia C.S.I. - Scena Del Crimine - 1^ Tv 7^ Serie
Seconda Serata
Su Rai 2 alle 23:30 “La Storia Siamo Noi“. Su Italia 1 alle 23:20 23:00 ”The Closer” in 1^ Tv 3^ Serie e alle 24:15 24:00 ”Saving Grace” in 1^ Tv 1^ Serie. Su Rai 3 alle 23:45 “3 Libbre” in 1^ Tv 1^ Serie. Su Rete 4 alle 23:45 “Bionda Naturale“.
Medicina Generale
“Seconda pelle”
Ci sono alcun scelte che ti portano dove non avevi immaginato, altre che si fanno quasi inconsapevolmente. Alcune ti cambiano la giornata, altre il corso della vita. Ci sono scelte giuste e scelte sbagliate, ma non sempre questa distinzione marca la felicità di chi le compie.
Bergamini è alla vigilia dei suoi 55 anni. È sempre stato un pilastro fermo nel nostro reparto, eppure anche lui, presto o tardi, deve affrontare la sua crisi, una di quelle crisi che ti stravolgono la vita, e che ti mettono di fronte a delle scelte. L’incontro con una sua vecchia fiamma, Emma, malata di tumore, lo riporta alla felicità dei tempi passati e lo spinge ad interrogarsi su ciò che ha avuto nella vita, e ciò che avrebbe voluto avere. Così quell’uomo che ha sempre agito seguendo la ragione, per la prima volta riscopre le scelte del cuore, quelle irrazionali, e ci stupisce dichiarandosi alla Gulotta.
Giulio è un paziente con un grave deficit cognitivo. Viene ricoverato per una sospetta epatite, accompagnato dalla madre Anita che, instancabile e affettuosa, non lo lascia solo un attimo. Ad occuparsi del caso è Gabriella, che raccoglie la confessione di una madre vinta dalla stanchezza e dal dolore. Anita ha tentato di mettere fine alle sofferenze del figlio nel modo più ingiusto, ora non ha più la forza per sopportare il peso di quel terribile segreto…
Ma poi ci sono scelte che, seppure difficili, ti portano avanti, dove non immaginavi di arrivare. È il caso di una paziente, Emanuela, abbandonata dalla madre, che non vede né sente da anni. Quando scopre di essere affetta da una malattia ereditaria, decide di contattare la donna che ha evitato per anni dimostrando coraggio e generosità.
La scelta di Giacomo, infine, quella di donare parte del fegato a suo padre, non ha gli esiti che si aspettava: la commissione etica che si occupa del caso si rifiuta di dare l’autorizzazione, e Giacomo non sa come sfogare la sua rabbia.
I liceali
Antonio Cinerino (Giorgio Tirabassi), professore di lettere in un paesino della Ciociaria, si trasferisce a Roma con la figlia adolescente Elena (Carolina Benvenga) per insegnare in uno dei licei più rinomati della capitale. Quella richiesta di trasferimento, inoltrata per coronare il sogno suo e della moglie, si è in realtà persa in qualche armadio del Ministero. Ma la burocrazia fa il suo corso e la domanda di Antonio viene accolta dopo sette anni.
Dopo tutto questo tempo però le cose sono cambiate. L’insegnante è da poco rimasto vedovo ed Elena non è più una bambina. Poiché nulla accade per caso, forse questa è l’occasione per voltare pagina e ricominciare veramente. Padre e figlia partono alla volta della città eterna.
Qui tutto è differente, anche la nuova scuola, dove i ragazzi sono figli di avvocati e ministri, e un professore che arriva dalla provincia sembra un alieno. Così, mentre Antonio, armato di passione e sincerità, cerca in tutti i modi di cambiare la mentalità dei suoi allievi, Elena si batte contro le inevitabili difficoltà di adattamento. Nel corso delle sei puntate, che corrispondono all’arco dell’anno scolastico, assisteremo ai cambiamenti e alle evoluzioni dei personaggi, un percorso ideale di crescita che coinvolgerà ragazzi ma anche adulti. Su tutti la professoressa di storia dell’arte Enrica Sabatini (Claudia Pandolfi) che all’interno di quel liceo si sente sempre più inutile e inadeguata…
Prima puntata
Il professor Cicerino (Giorgio Tirabassi), professore di lettere di un liceo in un paesino della Ciociaria, arriva a Roma con la figlia adolescente Elena (Carolina Benvenga) per andare ad insegnare nel liceo più prestigioso della Capitale. L’impatto non è dei più semplici: il confronto tra il mondo di ragazzi un po’ privilegiati e di professori un po’ stanchi e demotivati con la sua visione del mondo ingenua ed idealista creerà molte situazioni divertenti. Ma il professore è anche papà: la figlia non mancherà di dargli preoccupazioni e grattacapi.
In onda il mercoledì alle 21.05
Torna su Rai Due un grande successo televisivo: “Scommettiamo che…?” lo storico programma diretto da Michele Guardì che vede protagoniste persone che hanno deciso di presentarsi alla grande platea televisiva per portare al successo le scommesse più straordinarie, spettacolari e curiose, capaci di divertire, intrigare ed emozionare il pubblico in teatro e a casa.
A condurre questa nuova edizione, ricca di scommesse, ospiti e curiosità, sarà Alessandro Cecchi Paone affiancato da Matilde Brandi.
In diretta dallo Studio 18 di Cinecittà, ogni puntata prevede sette scommesse spettacolari.
Sul palco la fantasia creativa degli italiani che amano divertirsi inventando anche giochi bizzarri: ricordiamo la famiglia tirolese che scommetteva di realizzare in 3 minuti una barchetta di carta sulla quale prendevano posto 3 fratelli che circumnanivigavano la piscina senza affondare, oppure la mamma napoletana che riusciva a far portare ai propri bambini uno dei cento pupazzetti indicati a caso al cagnolino di famiglia. Memorabili anche le scommesse esterne: i Vigili del Fuoco di Roma che riuscivano a far alzare da terra un’ auto di grossa cilindrata su getti d’acqua applicati al posto delle ruote o anche il posteggiatore d’auto che portava in corsa in 5 minuti 5 auto su un bilico in movimento.
I Vip ospiti in studio saranno chiamati ad esprimersi sulle scommesse che verranno proposte nel corso della serata e saranno sottoposti a curiose “penitenze”.
Hai scommesse bizzarre, divertenti, straordinarie, originali? Scrivi a “Scommettiamo che - Rai Due viale Mazzini, 14 - 00195 Roma, oppure all’indirizzo di posta elettronica scommettiamoche@rai.it.
“Scommettiamo che…?” è firmato da Michele Guardì, Giovanna Flora e Tonino Quinti, in un nuovo impianto scenico realizzato da Mimma Aliffi.
In onda mercoledì 14 maggio 2008 alle 21.00
Alessandro Cecchi Paone e Matilde Brandi presentano, in diretta dallo Studio 18 di Cinecittà, nuove scommesse spettacolari.
Un ginnasta scommetterà di riuscire a bere un litro di aranciata mentre volteggerà sulle sbarre olimpiche. Il tutto entro un minuto e mezzo di tempo.
Due concorrenti, invece, dovranno riconoscere alcune persone (selezionate da un gruppo molto piu’ ampio) dall’impronta di rossetto, che lasceranno dopo aver baciato un foglio di carta.
Dallo stadio Olimpico di Torino, invece, un appassionato di calcio balilla scommetterà di riuscire a lanciare una pallina con l’obiettivo di centrare la porta di un regolare campo di calcio. La pallina sarà lanciata dall’altezza del dischetto del calcio rigore e tra i pali a difendere la porta ci sarà l’ex portiere della nazionale italiana di calcio, Gianluca Pagliuca.
Al Palalottomatica di Roma, invece, si tenterà un’altra scommessa spettacolare. Attraverso un carro elevatore verrà realizzata un colonna di pallet alta circa 20 metri.
I Vip ospiti in studio saranno chiamati ad esprimersi sulle scommesse che verranno proposte nel corso della serata e saranno sottoposti a curiose “penitenze”. Ospiti della prima puntata sono Yuri Chechi, Luisa Corna, Maddalena Corvaglia e Milo Infante.
C.S.I. - Scena Del Crimine
DELITTI E LIMOUSINE
Greg (Eric Szmanda) indaga sull’omicidio di un uomo rinvenuto cadavere all’interno di una limousine. La vittima pare abbia avuto dei legami con Demetrius James, che Greg ha dovuto uccidere per legittima difesa.
TOPI DI LABORATORIO
Hodges (Wallace Langham) convince i dipendenti del laboratorio che Grissom (William Petersen) ha chiesto loro di indagare segretamente sull’assassino delle miniature. Nel frattempo, gli uomini della squadra esterna sono tutti occupati sul campo a raccogliere prove riguardanti altri crimini.
La Nuova Squadra - Nona puntata
In onda mercoledì 14 maggio 2008 alle 21.05 su Rai Tre
Primo episodio
Incastriamo Profeta
Il boss Luigi Profeta, preso dall’organizzazione del matrimonio della sorella Lucia, sembra non interessarsi alla piazza di spaccio gestita dal clan Sansone nel suo quartiere. Vitale lo affronta per ottenere informazioni. Nel frattempo la Ricci, dopo avere ottenuto da Fusco le attrezzature necessarie, predispone il controllo della piazza di spaccio. Ma i suoi uomini non condividono il metodo di indagine: i camorristi non si lasceranno spiare tanto facilmente.
Il corpo di un operaio rumeno cade da un ponteggio sulla volante di Coppola e Marciano, in turno di pattugliamento. Il capo del cantiere, vecchio amico dei coniugi Marciano, si assume tutta la responsabilità dell’incidente: gli operai hanno tutti un regolare contratto di lavoro e l’azienda è in regola.
Nonostante sia una brava persona, l’imprenditore ha un segreto che difende a tutti i costi…
Secondo episodio
Cavallo di Troia
I Falchi, appostati da giorni in un appartamento di fronte alla piazza di spaccio, controllano i movimenti del clan Sansone. Da un’intercettazione telefonica sembra che stia per arrivare un carico di droga. I nostri intervengono tempestivamente, ma della droga non c’è alcuna traccia. È chiaro che i camorristi sospettano qualcosa: ogni mossa della polizia viene anticipata.
La Ricci e Vitale decidono di infiltrare Sciacca nell’edificio per catturare Sansone.
Il corpo del figlio di un piccolo boss di quartiere viene ritrovato nell’atrio della scuola che frequentava, dopo essere caduto dalla terrazza. Nessuno crede che si tratti di suicidio. L’insegnante di italiano ammette di avergli alzato i voti per farlo promuovere e non averlo più in classe… Che cosa si nasconde dietro la morte del ragazzo?
Stranamore
Nuova edizione del programma di Fatma Ruffini condotto da Emanuela Folliero. Marco Balestri, Paolo Brosio e Gaia De Laurentis saranno gli inviati a bordo dell’inconfondibile camper.
La Storia Siamo Noi - La Storia siamo noi
La prima vittima
Storia di Luigi Calabresi
È stato un funzionario dello Stato, e per questo – per i suoi detrattori e i suoi nemici – un simbolo da abbattere: a soli 34 anni, con due figli piccolissimi e un terzo arrivo, con due colpi di pistola alle spalle.
E in occasione del 36mo anniversario della sua morte a La Storia Siamo Noi la prima ricostruzione televisiva attraverso i ricordi e le testimonianze, fra gli altri, del figlio Mario, della moglie Gemma Capra e dei colleghi Achille Serra, il prefetto Carlo De Stefano, il prefetto Raffaele Valentini e ancora di Gerardo D’Ambrosio e Pietro Valpreda, l’anarchico accusato con Pinelli della strage di P.zza Fontana.
È il destino incrociato di Luigi Calabresi e Pino Pinelli che li vedrà uniti anche nella tragedia, per oltre trent’anni. Nell’immaginario collettivo, Calabresi è il torturatore, il carnefice, l’altro, Pinelli, la vittima. È la tarda serata del 15 dicembre. Giuseppe Pinelli, ferroviere, uno dei leader del circolo anarchico milanese Ponte della Ghisolfa, è una vecchia conoscenza del commissario.
Già sospettato per gli attentati ai treni dell’8 agosto 1969 è ormai in Questura da oltre settantadue ore perchè sottoposto ad un interrogatorio, proprio nell’ufficio di Luigi Calabresi, in quanto si sta indagando sulla bomba esplosa a Piazza Fontana a Milano. Poi, però, in un attimo, la tragedia. Pinelli precipita nel vuoto:
Giampiero Mughini, giornalista: ” le Autorita’ sono straordinariamente impacciate nel dire che cosa fosse successo, come possibile che uno che stava li per essere interrogando è caduto dalla finestra”.
Dario Fo: “Pinelli era li soltanto per fare un piacere alla Polizia, dava informazioni. Non era inquisito, non c’era un documento che diceva noi sospettiamo che ecc. ecc .. Uno che non aveva niente a che vedere con l’inchiesta che loro stavano conducendo e si trova a morire: ma scherziamo! Altro che responsabilità ha la polizia!” Il fermo di Pinelli e degli altri anarchici non è stato formalmente comunicato alla Procura. I vertici della Questura danno versioni frettolose e poco credibili: Mario Calabresi, figlio: “E poi c’è la frase scellerata che l’allora questore di Milano dice, poche decine di minuti dopo la morte di Pinelli- Pinelli si è suicidato cadendo dalla finestra dell’ ufficio del commissario Calabresi.- Si parla di suicidio. Naturalmente la reazione all’ idea che si sia suicidato viene vissuta come una provocazione. E allora cosa resta? L’ ufficio del commissario Calabresi. è come il timbro che viene lasciato su mio padre e che non lo lascerà piu’”ed aggiunge –“Mio padre non era nemmeno nella stanza quando Pinelli cadde dalla finestra”. Ma chi è Pino Pinelli? E che rapporto ha con il commissario Calabresi?
Carlo Ripa di Meana: “Pino Pinelli era una persona amata, rispettata, un uomo buono, semplice anche se non sprovveduto”: Dario Fo: “Aveva un credo straordinario sul problema del significato dell’ anarchia pero’ era un non violento, assolutamente”. E che rapporto ha con il commissario Calabresi?
Mario Calabresi: “Ho pudore a dire che erano amici perchè erano su sponde diverse. Pero’ non erano uno contro l’ altro, probabilmente avevano un rapporto di fiducia reciproca, non so di stima, tanto che si scambiarono anche dei libri. Ma soprattutto a casa nostra, per noi, non sono mai stati contrapposti”. Quei tre giorni dal 12 al 15 dicembre, dalla strage di piazza Fontana alla morte di Giuseppe Pinelli, segnano per sempre il destino di Luigi Calabresi.
Giampaolo Pansa, giornalista: “La morte di Calabresi comincia qualche giono dopo la morte di Pinelli. Lotta Continua inizia la campagna contro Calabresi, sostenendo che lui è l’ assassino di Pinelli” Ma chi era Calabresi? Un poliziotto moderno, che in anni spietati cerca sempre il dialogo e con i manifestanti: Achille Serra, funzionario questura Milano dal 1969 al 1990 : “cominciarono a partire le prime bottiglie molotov, io e lui eravamo in macchina. Lui è uscito, impavido ed è andato incontro ai manifestanti. Pensai che stesse per ordinare la carica. No era semplicemente per dialogare. Mi ha impressionato e ha determinato tantissimo la mia vita professionale”. Ma dopo quella bomba a piazza Fontana, niente sarà mai più come prima. Ora è lo Stato che viene considerato il nemico e ha il volto di Luigi Calabresi, il poliziotto più conosciuto dall’opinione pubblica e dagli estremisti. È l’inizio di una campagna d’odio violentissima e feroce, contro un’unica vittima predestinata:
Giampiero Mughini: “l’ideologia di una larga parte della società culturale di quel tempo è che lo Stato puo’ essere una macchina assassinante. L’ideologia del tempo dice che lassù al quarto piano della questura l’anarchico Pinelli è stato battuto, torturato e, che il capo torturatore è Luigi Calabresi, come dice anche il famoso manifesto pubblicato da L’ Espresso, sottoscritto da 800 santoni della cultura italiana, due nomi su tutti Norberto Bobbio e Umberto Eco” Tra questi nomi c’era anche quello di Carlo Ripa Di Meana: “Dovevo assolutamente chiedere perdono alla famiglia, perchè avevo puntato il dito nei confronti di una persona che conoscevo, intelligente, non sanguinaria certo. E che con gli altri ho contribuito a condannare a morte” . E in questa campagna d’odio c’è in prima linea Lotta Continua, il cui capo carismatico è Adriano Sofri. Mario Calabresi: “Una parte della sinistra extra parlamentare, Lotta Continua in particolare, costruirà una campagna di stampa con una serie di costruzioni, di falsita’ , che rimarranno un marchio, proprio come un imprinting nella vita di mio padre e che continueranno per anni anche dopo la sua morte”. Sull’onda di questa campagna, Calabresi decide di querelare il giornale Lotta Continua: Mario Calabresi: “Mio padre venne lasciato solo. Tanto che il Ministero dell’ Interno gli chiese di costituirsi lui personalmente, di querelare lui Lotta Continua chiedendo conto di queste falsita’ . Lui lo fece e fu un errore, perchè presto il processo si trasformò da un processo in cui lui chiedeva che fossero appurate e smontate le calunnie contro di lui, ad un processo accusatorio nel quale lui si dovette difendere. Un processo che si trasformò in una corrida perchè nei corridoi di palazzo di giustizia e nell’ aula, lo accoglievano con slogan, insulti, fischi e sputi”; Don Ennio Innocenti, padre spirituale di Luigi Calabresi: “Capii che l’avrebbero ammazzato. Allora andai da Andreotti e glielo dissi”; Giulio Andreotti: “Certamente c’erano stati fenomeni di violenza, di intimidazioni, il clima era anche piuttosto teso pero’ insomma arrivare all’uccisione era un fatto che non era nei disegni, nei timori”. Il 24 giugno 1971, la vedova di Giuseppe Pinelli denuncia il commissario Calabresi e altre sei persone per la morte di suo marito. La Procura di Milano non ha altra scelta: Calabresi viene messo sotto inchiesta per omicidio volontario. Ad indagare su di lui e sui suoi colleghi è il magistrato Gerardo D’Ambrosio, il quale il 25 ottobre 1975 emette la sua sentenza: Calabresi e i suoi colleghi vengono prosciolti “per non aver commesso il fatto”. Ma Luigi Calabresi non farà in tempo a leggere la sentenza, infatti, è già morto da tre anni e mezzo. Mercoledì 17 maggio 1972, un killer lo ha freddato sotto casa con due colpi di pistola: Mario Calabresi: “Era disarmato, per scelta. Diceva che c’erano due motivi- il primo è che non avranno mai il coraggio di spararmi guardandomi negli occhi. Il secondo è che si io mi accorgessi che stanno per spararmi, non voglio avere la possibilita’ di sparare per primo e ammazzare qualcuno”. Achille Serra: “Perchè lo Stato non impose una scorta? Perchè lo Stato non gli ordino’ il trasferimento, indipendentemente dalla sua volontà” .
Ma per Luigi Calabresi non c’è stata pace da vivo, e non ce n’è nemmeno da morto. Un anno e mezzo dopo, il 17 maggio 1973, mentre si stava inaugurando un busto dedicato al commissario alla Questura Centrale di Milano, all’esterno dell’edificio esplode una bomba. L’attentatore, subito fermato, si chiama Gianfranco Bertoli – un sedicente anarchico individualista che dichiara intenti confusi e contraddittori.
Ma intanto la domanda resta sempre la stessa: Chi ha ucciso Luigi Calabresi? Chi ha ordinato il suo omicidio? E chi è stato ad eseguirlo materialmente? Per anni, le indagini brancolano nel buio. Poi, il colpo di scena. Sedici anni dopo la morte di Calabresi, nel luglio 1988, un ex-militante di Lotta Continua, Leonardo Marino, si auto-accusa di quell’omicidio. Ad uccidere Calabresi, secondo il suo racconto, sono stati lo stesso Marino e Ovidio Bompressi, su mandato di Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri. È l’inizio di un lungo iter processuale. Nel 1997, dopo 25 anni dal delitto, 9 anni dal pentimento di Marino e 7 diversi gradi di processo, la condanna a 22 anni di Sofri, Bompressi e Pietrostefani è definitiva. Ma è solo il 14 maggio del 2004 che si puo’ realmente voltare pagina. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si impegna perché venga resa giustizia al nome e alla memoria di Luigi Calabresi dando la medaglia d’ oro alla memoria.
Mario Calabresi: “Ciampi riusci’ con poche gesti e poche parole a recuperare e riempire un’assenza e un vuoto dello Stato che duravano da tempo infinito, da 32 anni. Ci hanno messo 35 anni a mettere una lapide nel luogo dove è stato ucciso”;
Carlo Azeglio Ciampi: “Per me è importante non solamente per un doveroso riconoscimento ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro fedelta’ alle Istituzioni, ma anche perchè mantenere la memoria è il maggiore degli insegnamenti che dobbiamo dare ai nostri figli e nipoti”.
Mario Calabresi: “quel gesto e la frase che Ciampi disse a mia madre- signora ha visto, abbiamo ritrovato la memoria -è stato un momento che ha fatto la differenza. Prima credevo che questi gesti contassero poco, pensavo che la sostanza fosse un’altra cosa. Ho capito pero’ che se la sostanza non è accompagnata da gesti formali rischia di non esserci perchè non trova contenitori a cui agganciarsi”
Due membri della gang dei Catorce vengono uccisi nel corso di una sparatoria. Brenda e la sua squadra debbono risolvere il caso prima che la situazione sfugga loro di mano ed una nuova guerra fra bande esploda con violenza. Brenda si decide finalmente a vedere un dottore per venire a capo dei suoi recenti disturbi di salute.
Saving Grace - La Piuma Del Gufo
Un cadavere viene trovato a faccia in giù e nella fossa c’è una piuma di gufo. Bobby (Gregory Cruz) pensa che si tratti di un rito indiano. Allora Grace (Holly Hunter) interpella nonno Geepaw (August Schellenberg).
Joe (Matthew Modine), un aspirante attore molto ambizioso, in attesa della grande occasione che lo porterà al successo, si mantiene facendo il cameriere.
Mary (Catherine Keener) è la sua fidanzata e fa la truccatrice presso un fotografo d’alta moda. E’ lei a farsi carico dell’affitto del monolocale dove vive con Joe.
Poi c’è Bob (Maxwell Caulfield), attore di soap opera con una vera e propria ossessione per le bionde.
Chiude il gruppo la bella Sahara (Bridgette Wilson), top model costantemente depressa, in cerca del principe azzurro.
Pubblicato in 3 Libbre, C.S.I.: Scena Del Crimine, Film, I Liceali, La Nuova Squadra, Medicina Generale, Scommettiamo Che...?, Stasera In Tv..., fiction, saving grace, stranamore., the closer | Tag: Film, Rai, Mediaset, fiction, 1^ tv, the closer, saving grace, stranamore., la storia siamo noi, La Nuova Squadra, Medicina Generale, I Liceali, Scommettiamo Che...?, bionda naturale













